A passo Lento e Gelato (fontana gelata)

🏔️ ESCURSIONE AL LAGO NERO – VAL D’AVETO
📅 MARTEDÌ 25 AGOSTO 2026

Una bella giornata nel cuore dell’alta Val d’Aveto, tra boschi, montagne, aria fresca e il suggestivo Lago Nero 🌲🥾💧

🚡 Partiremo da Rocca d’Aveto e saliremo in seggiovia fino al Prato della Cipolla (1.550/1.600 m). Da lì inizieremo la nostra camminata verso il Lago Nero.

🥾 IL PERCORSO
Prato della Cipolla → boschi di faggio → Fontana Gelata → Lago Nero

📏 Dislivello: circa 230 m
🥾 Difficoltà: escursionistica
⏱️ Durata: circa 4 ore
🍽️ Pranzo al sacco al lago

Cammineremo con il nostro consueto passo tranquillo, senza fretta, per goderci la giornata, il paesaggio e il lago ❤️

📍 APPUNTAMENTO: ore 10:35 a Rocca d’Aveto

💶 QUOTA: € 23

La quota comprende guida, RC verso terzi e biglietto di sola andata della seggiovia.

Non comprende pranzo, consumazioni personali, eventuale autobus AMT e polizza infortuni facoltativa.

🚌 NON HAI L’AUTO?

Da Chiavari è possibile raggiungere Santo Stefano d’Aveto con la corriera AMT:

🕗 Piazza Nassiriya: 8:15
🚉 Stazione FS: 8:21
🏔️ Arrivo a Santo Stefano: circa 10:10

Da Santo Stefano a Rocca d’Aveto sarà possibile organizzare trasferimenti gratuiti in auto, in base ai posti disponibili.

🚗 Chi parte da Chiavari in auto e ha posti disponibili può comunicarlo: cercheremo di organizzare i passaggi per permettere a tutti di partecipare!

Escursione del 26 agosto 2026 utilizzando bus turistico

🌲✨ UNA PASSEGGIATA TRA I “PUPAZZI DI PIETRA” DELLA VAL MAIRA ✨🌲

🏔️ Alla scoperta dei Ciciu del Villar: un luogo magico e sorprendente nel cuore della Val Maira, dove la natura ha creato vere e proprie sculture di pietra. I “Ciciu” (che in dialetto locale significa “pupazzi”) sono spettacolari formazioni rocciose a forma di fungo gigante, nate dall’erosione e dal lavoro del tempo.

🍄 Un paesaggio da fiaba: cammineremo tra torri di tufo, boschi e prati ai piedi del Monte San Bernardo, in un ambiente unico dove ogni formazione racconta una storia geologica di migliaia di anni.

🌿 La Riserva Naturale dei Ciciu del Villar: un’area protetta immersa nella natura, con sentieri ben segnalati che attraversano boschi di faggi e panorami sulla valle. Durante il percorso sarà possibile incontrare le tante specie che abitano questo ambiente, tra cui uccelli, ricci e piccoli animali selvatici.

🥾 Il percorso: un itinerario ad anello di circa 2 ore, facile e adatto a tutti, perfetto anche per famiglie con bambini e per chi desidera una giornata nella natura senza difficoltà particolari. Una passeggiata lenta, fatta di osservazione, fotografie e momenti di relax.

🚌 VIAGGIO IN BUS TURISTICO
Partiremo comodamente in pullman con fermate previste da:
📍 Sestri Levante
📍 Lavagna
📍 Chiavari
📍 Rapallo
📍 Recco
📍 Genova Ovest

⏰ Partenza indicativa: ore 6:00 da Sestri Levante (gli orari definitivi saranno comunicati ai partecipanti).

🎒 COSA PORTARE
🥾 Scarponcini da trekking o scarpe da camminata con suola adatta
💧 Acqua personale
🥪 Pasto picnic per la pausa pranzo immersi nella natura
🧥 Felpa o abbigliamento comodo: in montagna la temperatura può essere diversa rispetto alla costa
🧘 Piccolo telo o stuoia per sedersi, rilassarsi e godersi il paesaggio

🍽️ Per chi preferisce mangiare comodamente: nei pressi della partenza del percorso sono presenti anche bar e ristoranti per chi desiderasse acquistare o consumare qualcosa sul posto.

👨‍👩‍👧 Una gita per tutti: ideale per chi ama camminare, per le famiglie con bambini e per chi ha voglia di tornare un po’ bambino davanti a un paesaggio davvero speciale. Il costo è di Euro 65,00 e comprende il viaggio andata e ritorno in bus turistico dalle località di partenza, l’assicurazione, l’accompagnamento.

⚠️ PRENOTAZIONE IMPORTANTE
🚌 Essendo un periodo di alta stagione, i bus turistici vengono richiesti anche da altri operatori, comprese agenzie che organizzano escursioni per crocieristi.
📌 Per questo motivo è consigliata una prenotazione tempestiva, così da garantirsi il posto sul pullman e partecipare a questa esperienza unica.

🌳✨ Un giorno nella natura, tra giganti di pietra scolpiti dal tempo e un paesaggio che sembra uscito da una favola. ✨🌳

Escursione per l’eclissi e le stelle cadenti del 12 agosto 2026

“Aspetteremo il tramonto più insolito dell’estate: il mare davanti, la Luna davanti al Sole e una costa intera illuminata da una luce diversa dal solito.” 🌅🌑e poi aspetteremo il buio per vedere se vediamo le stelle cadenti .

Escursione adatta a tutti su sentiero quasi tutto lastricato.. Dislivello contenuto sono infatti 220 metri.

Zona Interessante per:

👣 San Rocco di Camogli: un vero balcone naturale sospeso a oltre 200 metri sul mare, con una delle viste più spettacolari del Golfo Paradiso: lo sguardo spazia da Camogli fino a Genova e, nelle giornate limpide, verso le montagne oltre il mare.

🌿 Il sentiero verso Mortola: un percorso immerso nella macchia mediterranea del Parco di Portofino, tra uliveti, boschi e scogliere a picco sul blu. Qui la Liguria mostra il suo lato più selvaggio, lontano dalle strade e raggiungibile solo camminando.

🏡 Mortola: un piccolo nucleo nascosto sul promontorio, quasi fuori dal tempo, punto di passaggio verso Punta Chiappa e le Batterie. Un luogo dove antiche mulattiere, case rurali e natura si fondono in un paesaggio rimasto autentico.

🌅 Un viaggio tra cielo, terra e mare: Camogli, San Rocco e Mortola raccontano una Liguria fatta di sentieri antichi, panorami infiniti e angoli nascosti dove il tempo sembra essersi fermato.

Appuntamento alla stazione di Camogli alle 17.30 (treno regionale da Genova Sampierdarena delle ore 16,31 oppure da la spezia centrale delle ore 15,50)

🎒 COSA PORTARE

🧘 Cuscinetto o tappetino: per potersi sdraiare comodamente durante le pause e godersi il cielo in relax.

💧 Acqua: fondamentale per affrontare la camminata e rimanere idratati durante la giornata.

🥾 Scarpe adatte al percorso: consigliate scarpe da trekking o da camminata con suola non liscia, per affrontare sentieri e tratti irregolari in sicurezza.

🧢 Cappellino per il sole: utile per proteggersi durante le ore più calde.

🥪 Cena picnic: portare il proprio pranzo/cena al sacco per vivere l’esperienza immersi nella natura.

⚠️🌞🌑 AVVISO MOLTO IMPORTANTE – OSSERVAZIONE DELL’ECLISSI

🕶️ Non guardare mai il Sole direttamente a occhio nudo, nemmeno quando è parzialmente coperto dalla Luna: la luce solare può provocare gravi danni alla retina senza causare dolore immediato.

👓 Per osservare l’eclissi è necessario portare occhiali certificati per eclissi solare (normativa ISO 12312-2). I normali occhiali da sole, anche se scuri, non sono sufficienti.

📱 Attenzione anche a smartphone, fotocamere e binocoli: guardare il Sole attraverso dispositivi ottici senza filtri adeguati può concentrare la luce e danneggiare sia gli occhi sia gli strumenti.

🌅 Prepariamoci a vivere un momento unico, ma in sicurezza: il cielo cambia colore, la luce si trasforma e la Luna incontra il Sole… uno spettacolo da ammirare con le giuste protezioni. 🌑✨

Escursione di 10 agosto 2026

✨ Lunedi 10 agosto dalle 17.50 ✨ ESCURSIONE AL CHIARO DI LUNA DA RIVA TRIGOSO VERSO PUNTA BAFFE (Levante Ligure), un’esperienza di ascolto e raccoglimento con gli elementi della natura, che unisce un trekking semplice su sentiero, un tratto di camminata immersi nell’acqua del mare

La zona è interessante per :

🏖️ Spiaggia di Renà – Riva Trigoso: una delle spiagge più particolari del Tigullio, dove la sabbia incontra una costa più selvaggia fatta di scogli e mare aperto. È famosa per la sua atmosfera autentica, lontana dalle baie più affollate, e per il contrasto tra il blu intenso del mare e il verde della collina.

🌿 Macchia mediterranea di Punta Baffe: un promontorio ancora integro che conserva uno degli ambienti naturali più suggestivi della zona, con sentieri immersi tra profumi di mirto, rosmarino, ginestre e pini marittimi. Un balcone naturale sul Golfo del Tigullio dove il paesaggio cambia a ogni passo.

🏰 Torre di Punta Baffe: un’antica torre di avvistamento costruita per controllare la costa dalle incursioni via mare. Oggi è un punto panoramico unico, sospeso tra storia e natura, da cui lo sguardo abbraccia un lungo tratto di Liguria: dalle scogliere fino al promontorio di Portofino.

🌅 Un incontro tra mare, natura e storia: Renà e Punta Baffe raccontano una Liguria meno costruita e più selvaggia, dove antiche sentinelle di pietra convivono ancora con una macchia mediterranea profumata e un mare profondo.

👣 Guidati da Caterina, guida ambientale escursionistica, e fra il tramonto e la luna piena percorreremo lentamente il tratto di costa fra Riva Trigoso (Sestri Levante, GE) e il promontorio di Punta Baffe, intervallando prima collina, spiaggia e acqua.

📌 Costi: 10 € a persona – bambini fino ai 12 anni gratuiti

Rirovo alle 17.50 davanti alla stazione di Riva Trigoso (per chi parte da Genova c’è un Regionale Veloce da Stazione Brignole alle 16.45).

Termine entro le ore 22, per dare la possibilità di rientrare a Genova con treno delle 22.10.

Percorso adatto a tutti, dislivello massimo 250 m, 5 km complessivi (4 su sentiero, 1 in riva al mare).

escursione di Sabato 8 agosto 2026

🌅🌊 FRAMURA – BONASSOLA
✨ Una serata d’estate tra mare, panorami, gallerie fresche e bagno al tramonto ✨

📅 Giovedì 8 Agosto

Quando il caldo si fa sentire, la scelta del luogo diventa fondamentale: per questo ho pensato a una serata speciale lungo una delle ciclopedonali più belle della Liguria, dove potremo godere della bellezza del mare senza rinunciare al piacere di stare all’aperto.

🌿 Il percorso alterna splendidi tratti panoramici affacciati sul blu a suggestive gallerie della vecchia ferrovia, fresche e ombreggiate, che ci permetteranno di camminare piacevolmente anche nelle giornate più calde.

Dove andremo è interessante anche per:

🚲 Galleria ciclopedonale Framura–Bonassola: un percorso unico ricavato nelle vecchie gallerie ferroviarie, dove si cammina nel cuore della montagna e si esce improvvisamente davanti al blu del Mediterraneo, tra finestre panoramiche scavate nella roccia.

🌊 La costa tra Framura e Bonassola: uno dei tratti più suggestivi della Riviera, lontano dalle cartoline affollate delle Cinque Terre, con scogliere, calette nascoste e il mare che accompagna ogni passo.

🏖️ Bonassola: una baia elegante e raccolta, protetta dai monti, dove il viaggio termina tra case color pastello, mare limpido e l’atmosfera autentica di un antico borgo marinaro.

🐠 Sotto il mare: una costa modellata dalla roccia, con fondali trasparenti e un mondo sommerso che racconta la Liguria più selvaggia.

🏖️ Arrivati a Bonassola ci sarà tempo per un bagno rinfrescante e un momento di relax in compagnia.

🍽️ Concluderemo la serata con una cena picnic insieme: perché le serate più belle spesso sono quelle semplici, condivise e vissute lentamente.
🪨 Per chi lo desidera, possibilità di piccola deviazione al Salto della Lepre, uno dei punti panoramici più belli della zona.
⚠️ La deviazione richiede un passo spedito.

🎒 Cosa portare:
💧 scorta d’acqua
👙 costume
🧴 asciugamano
🥪 cena al sacco/picnic
😊 tanta voglia di divertirsi!

🚆 COME ARRIVARE

➡️ Da Genova Sampierdarena
🚆 Partenza ore 16:11

➡️ Da Genova Brignole
🚆 Partenza ore 16:45

🚉 Arrivo a Framura ore 18:00

➡️ Da La Spezia
🚆 Partenza ore 17:12

🚉 Arrivo a Framura ore 17:52

🚆 Rientro previsto:
➡️ verso Genova: treno ore 20:46
➡️ verso La Spezia: treno ore 21:07

💰 QUOTA DI PARTECIPAZIONE: €10 a persona

La quota comprende:
✅ servizio di accompagnamento con Guida Ambientale Escursionistica certificata
✅ copertura RC professionale

❌ La quota non comprende eventuale polizza infortuni personale, che rimane a carico del partecipante.

🌅 Una serata semplice e speciale: mare, natura, tramonto, risate e nuove amicizie.

📩 Per partecipare scrivimi in privato e prenota il tuo posto!

“Fioriture invernali e creatività”: un’escursione indimenticabile

“C’è qualcosa di speciale nel camminare lentamente tra alberi e sentieri silenziosi, respirando i profumi della natura e lasciandosi sorprendere dai dettagli più piccoli. Durante la nostra ultima escursione abbiamo creato un mandala con fiori caduti a terra 🌸 — semplice, spontaneo e imperfetto, ma pieno di significato. Abbiamo passeggiato accanto un piccolo lungo e dissetatoci col l”acqua purissima, così importante per il benessere e la crescita di queste piante. È stato naturale istintivamente fare silenzio per ascoltare lo scroscio dell’acqua,

È stata una giornata di connessione con la natura, tra chiacchiere leggere, sorrisi condivisi e momenti di pura contemplazione. Piccoli gesti, grandi emozioni: così nascono i ricordi più autentici.

Chi c’era sa quanto fosse unico questo incontro tra escursionismo, creatività e benessere. E chi non c’era… beh, forse dovrà aspettare il prossimo anno per viverlo in prima persona 😉.”

Via dell’Amore, la storia.

La via dell’Amore, Via de l’Amìu in lingua ligure, è una strada pedonale a picco sul mare che congiunge i borghi di Riomaggiore e Manarola, nelle Cinque Terre. Il sentiero è inserito nel Parco nazionale delle Cinque Terre ed è parte integrante di un’area dichiarata dall’UNESCO patrimonio mondiale dell’umanità

1874 una data di grandissima importanza non solo per gli abitanti di Riomaggiore ma di tutte le cinque Terre i borghi non sarebbero più stati isolati non sarebbero più state necessarie e infinite ed estenuanti camminate lungo i sentieri e i viaggi sulle piccole imbarcazioni si iniziò a costruire in quell’anno la rete ferroviaria La Spezia a Genova.

Ma è il 1920 l’anno che segna la nascita di Via dell’Amore. Il primo tratto della Via dell’Amore fu costruito nel 1920 dai minatori dell’impresa Tameo che aveva l’appalto per l’ampliamento della galleria che collega la stazione di Riomaggiore e quella di Manarola. Era un breve sentiero a picco sul mare tra la stazione di Manarola e la polveriera, luogo volto alla conservazione della dinamite che i dirigenti della ditta avevano posto dei dirupi del Vaolongo per maggiore sicurezza. Quando i lavori terminarono il sentiero fu abbandonato, come la casetta polveriera. Ma nel 1928 venne a Riomaggiore l’impresa che doveva bucare la “Biassa” verso Spezia: ci voleva un altro luogo sicuro per la polveriera. I tecnici chiesero consiglio a Vittorio Benvenuto che abitava lì e che indicò i dirupi della banca verso Manarola, dando libero passo in un suo terreno. I dirupi della Banca ebbero la polveriera e il sentiero per raggiungerla.

Conclusi i lavori la popolazione cominciò a pensare che i tratti delle due polveriere avrebbero potuto essere prolungati fino a congiungersi sullo spazio che le ferrovie avevano costruito sotto i gruppi della galleria Batternara e si diffuse così l’idea di unire due paesi: Manarola e Riomaggiore. Fino ad allora infatti l’unica forma di collegamento tra i due borghi era stato il lungo e faticoso sentiero che attraversava la Valle del Rio Finale e valicava la Costa di Corniolo al punto che i contatti tra le due comunità erano quasi inesistenti, come ben testimonia il fatto che vi si parlano due dialetti diversi della lingua Ligure. Negli anni trenta quindi grazie all’Opera di volontari e alla generosità dei cittadini, che consentirono il passaggio nella loro proprietà, vennero collegati i due sentieri; 800 metri di una passeggiata romantica a 25-30 metri sul mare che venne ribattezzata strada Nuova fino a che non fu proprio un giovane innamorato ad incidere su un sasso il nome per cui la conosciamo oggi, Via dell’Amore. A partire dagli anni settanta diventa una passeggiata turistica meta irrinunciabile dei visitatori delle Cinque Terre. Il percorso interamente scavato nella roccia è esposta al pericolo di frane dovute al periodico cedimento del versanti

A causa di una nuova frana venuta nel settembre 2012 la Via dell’Amore, inserita dal ministro per i beni e le attività culturali per il turismo Dario Franceschini nei beni nazionali di interesse culturale, è stata chiusa per 12 anni. Sono stati anni in cui si sono avviati studi progetti ricerca di finanziamento per poter restituire oggi il sentiero in piena sicurezza

Oggi attraverso la carta dei sentieri del parco è accessibile tutti i giorni dell’anno salvo condizioni meteo di allerta. Ecco una foto che fa capire che la posizione è rimasta tale e quale a quella di un tempo e che è stata scattata in un posto nostalgico e che lascia la curiosità e vi lascia l’emozione sospesa finchè non ci siete sopra

Tempi passati in Valle Arroscia

Le veglie in provincia di Imperia le cose che andrò a raccontarvi sono continuate ad accadere per secoli e sono scomparse solo dopo la seconda Guerra mondiale in un tempo neppure molto lontano dunque non c’erano molte delle cose a cui ormai ci siamo abituati non c’era la televisione lui telefonini, pensate , neppure l’energia elettrica . Cosa facevano dunque i vostri bisnonni : la sera molti avevano l’abitudine di riunirsi d’estate andando a sedersi per esempio sotto un portico (quelli che ancora oggi in dialetto chiamiamo Grotte )e in quei luoghi chiacchieravano e si raccontavano storie ed inverno quando cominciavano i primi freddi , di solito in corrispondenza dei primi giorni di novembre nel periodo in cui scade la ricorrenza in cui si ricordano i defunti , la gente si riuniva nelle cosiddette veglie. Adesso vi stupirete certamente perché devo dirvi che le veglie di solito si tenevano nelle stalle in compagnia degli animali. Nell’epoca di cui stiamo parlando non c’era neanche il riscaldamento nelle case così come siamo abituati a godercela oggi in compenso nella stalla c’erano gli animali che mettevano il loro calore naturale per cui accendendo un piccolo fuoco di legna su cui magari fare le caldarroste, un buon numero di gente si scaldava praticamente gratis , Cosa succedeva durante le veglie ? bisogna dire che alla fievole luce del fuoco e con l’ausilio di qualche rara candela le donne lavoravano facendo l’uncinetto o cucendo gli strappi nei pochi vestiti che la famiglia possedeva E gli uomini di solito si occupavano delle caldarroste con i piedi allungati verso il fuoco si riposavano dalle fatiche della giornata mentre i bambini della vostra età bene dovete immaginarli seduti in braccio a qualcuno o anche accovacciati vicino al focolari intenti ad ascoltare. Erano le nonne di solito a parlare e raccontavano favole oppure fatti un po’ strani e che tutti giuravano essere accaduti per davvero.

Io proprio una di queste storie voglio raccontarvi . E’ una storia che riguarda dei giganti che sembra abitassero nei boschi che circondavano il paesino di mendatica in Alta Valle Arroscia . I boschi erano composti in prevalenza di Faggi, Il faggio è una pianta maestosa e ancora oggi esiste nelle vicinanze di Mendatica una vera e propria foresta di queste piante che è conosciuta con il nome di BOSCO DI REZZO dal nome di un altro paesino nelle vicinanze. Non c’erano solo le faggete ma c’erano anche molti castagneti che offrivano il loro frutti ed erano intensamente frequentati dagli abitanti di Mendatica anzi la presenza di queste foreste di castani ci suggerisce una differenza con il bosco dei Faggi . Questi ultimi erano considerati i boschi selvaggi da acquistare distanti perché densi di molti pericoli mentre i castagneti grazie al loro utilizzo costante erano per così dire “Boschi addomesticati “ e certo non paurosi come quelli in cui dominava il faggio. I giganti assai simili nella tradizione popolare aI ciclopi, anche se i nostri avevano tutti e due gli occhi, dovete immaginarli dunque come dei titani da guardare da sotto in su alti e grossi e dunque dotati di una grande forza. Questi personaggi erano abituati a vivere in modo quasi selvaggio nell’immensa faggeta ,

Gli abitanti dei paesi come Mendatica avevano una gran paura di questi esseri così fuori dall’ordinario E tuttavia tra l’ammirato e il timoroso narravano AI bambini durante le veglie le imprese degli uomini dei Faggi.

Raccontavano ad esempio di quella volta quando uno di questi giganti fu assalito da ben sette lupi affamati e il gigante vistosi circondato si arrampicò veloce su un faggio perché, per quanto fosse forte non se la sentiva di ingaggiare lotta con sette bestie feroci.

tuttavia i lupi ,siccome la fame aguzza l’ingegno anche negli animali , si portarono sotto la pianta su cui si era rifugiato il titano e cominciarono a salire uno sulla groppa dell’altro nell’intento di raggiungerlo e rimediarsi così la cena il Gigante vistosi perso e dovendo dunque affrontare per forza il pericolo con uno sforzo sovraumano sradico un giovane larice che cresceva vicino al faggio su cui si era rifugiato e con un solo colpo utilizzando la giovane pianta come un giavellotto infilzò tutti e 7 i lupi uccidendo e scampandoli da morte certa. Come vedete questi gigarnti erano davvero forti e spesso non si rendevano conto della loro forza.

tratto dai racconti che avete piacere di ascoltare il racconto fatto con una bella voce femminile lo trovate
sul sito regione Liguria dentro sezione racconti , testo GLI UOMINI DEI FAGGI

(la foto rappresenta il bosco di REZZO)

A CAVALLO TRA IL 2025 E IL 2026

  • Ecco due collage di foto. Il primo riassume la giornata del 31 dicembre 2025
  • questo secondo invece riassume la camminata di inizio 2026

Auguro a tutti voi un sereno e felice 2026 e a chi ama camminare in natura tante belle escursioni. Camminare lungo un sentiero in compagnia mette tranquillità, porta allegria , fa nascere tante belle amicizie e qualche volta anche l’amore. Camminare è certamente un’attività “rigenerante”, ma è anche e non meno importante un vero e proprio movimento alleato della salute sia fisica che mentale ,

Il vero cammino non cerca gloria sui social, ma piuttosto un cammino vivo che diventa uno stare in natura connettendosi con tutti gli elementi intorno attraverso il quale instaurare una relazione consapevole e duratura.

Non basta andare nel verde ogni tanto per stare meglio. Serve una frequentazione crescente che ci permetta di riprendere confidenza con l’ambiente naturale perchè a causa di questa vita frenetica in ambienti troppo antropizzati ci siamo, (chi più chi meno) “snaturati” (uso appositamente la parola “riprendere”,raffrontando la vita dei nostri nonni alla nostra) Frequentare il più possibile la natura ci riporta piano piano a ritmi più naturali e più in linea con i tempi della natura e di conseguenza a aprire i nostri occhi a sempre una miglior visione d’insieme, in cui salute umana ed equilibrio ecologico si sostengono a vicenda.

LA CANZONE: MA SE GHE PENSO

Questa canzone descrive l’attaccamento dei genovesi alla propria città e contrasta lo stereotipo della loro avarizia riconoscendogli valori più alti di quelli materiali: nel caso del protagonista, a un iniziale desiderio di una condizione migliore (Aveva lottato per risparmiare e farsi la palazzina e il giardinetto), pian piano subentra la nostalgia che lo vince.

Narra la storia di un genovese emigrato in America che ritrovatosi a pensare alla bellezza della sua città, sopraffatto dalla nostalgia, decide di farvi ritorno, contro il volere del figlio.

La composizione del 1925 è attribuita a Mario Cappelli ed è stata eseguita da diversi artisti fra i quali Gino Paoli e Mina. Nel 2007  è stata incisa anche da Antonella Ruggero , che già l’aveva cantata a Genova in occasione della manifestazione canora Just Like a woman del 2004 e infine è stata eseguita anche nel 2011 al Festival di Sanremo dal trio Ranieri, Bizzarri e Kessisoglu.

ecco il testo in genovese.

«O l’êa partîo sénsa ‘na palanca,
l’êa za trent’anni, fòrse anche ciù.
O l’àia lotòu pe métte i dinæ a-a bànca
e poéisene un giórno vegnî in zu.
E fâse a palassinn-a e o giardinétto,
co-o ranpicante, co-a cantinn-a e o vin,
a branda attacâ a-i èrboi, a ûso letto,
pe dâghe ‘na schenâ seja e matìn.
Ma o figgio o ghe dixeiva: “No ghe pensâ
a Zena cöse ti ghe vêu tornâ?!”
Ma se ghe penso alôa mi veddo o mâ,
véddo i mæ mónti e a ciàssa da Nonçiâ,
rivéddo o Righi e me s’astrenze o cheu,
véddo a Lanterna, a Cava, lazù o Meu…
Rivéddo a-a seja Zêna ilûminâ,
véddo la-a Fôxe e sento franze o mâ
e alôa mi pénso ancón de ritornâ
a pösâ e òsse dôve ò mæ madonâ.
O l’êa passòu do ténpo, fòrse tròppo,
o figgio o l’inscisteiva: “Stémmo ben,
dôve t’êu andâ, papà?.. pensiêmo dòppo,
o viâgio, o mâ, t’ê vêgio, no convén!”
“Òh no, òh no! mi me sento ancón in ganba,
son stùffo e no ne pòsso pròpio ciù,
L’è in pö che sento dî: señor, caramba,
mi vêuggio ritornâmene ancón in zû…
Ti t’ê nasciûo e t’æ parlòu spagnòllo,
mi son nasciûo zeneize e… no me mòllo!”
Ma se ghe penso alôa mi véddo o mâ,
véddo i mæ mónti e a ciàssa da Nonçiâ,
rivéddo o Righi e me s’astrenze o cheu,
véddo a Lanterna, a Cava, lazù o Meu…
Rivéddo a-a seja Zêna iluminâ,
véddo la-a Fôxe e sénto franze o mâ
e alôa mi pénso ancón de ritornâ
a pösâ e òsse dôve ò mæ madonâ.
E sénsa tante cöse o l’é partîo
e a Zêna o gh’à formòu tórna o seu nîo.»

e la traduzione in italiano.

«Era partito senza un soldo,
aveva già trent’anni, forse anche più.
Aveva lottato per mettere i soldi in banca
e potersene un giorno tornare ancora giù
e farsi la palazzina e il giardinetto,
con il rampicante, con la cantina e il vino,
la branda attaccata agli alberi a uso letto,
per coricarcisi alla sera e al mattino.
Ma il figlio gli diceva: “Non ci pensare
a Genova perché ci vuoi tornare?!”

Ma se ci penso allora io vedo il mare,
vedo i miei monti e piazza della Nunziata
rivedo il Righi  e mi si stringe il cuore,
vedo  la Lanterna, la cava, laggiù il molo …
Rivedo alla sera Genova illuminata,
vedo là  la Foce e sento frangere il mare
e allora io penso ancora di ritornare
a posare le ossa dove è mia nonna.
Ed era passato del tempo, forse troppo,
il figlio insisteva: “Stiamo bene,
dove vuoi andare, papà?..penseremo dopo;
il viaggio, il mare, sei vecchio, non conviene!”
“Oh no, oh no! mi sento ancora in gamba,
sono stanco e non ne posso proprio più,
sono stufo di sentire: señor, carramba,
io voglio ritornarmene ancora in giù…
Tu sei nato e hai parlato spagnolo,
io sono nato genovese e… non ci mollo!”
Ma se ci penso allora io vedo il mare,
vedo i miei monti e piazza della Nunziata,
rivedo Righi e mi si stringe il cuore,
vedo la Lanterna, la cava, laggiù il molo…
Rivedo la sera Genova illuminata,
vedo là la Foce e sento frangere il mare,
e allora io penso ancora di ritornare
a posare le ossa dove è mia nonna.
E senza tanti indugi è partito
e a Genova ha formato di nuovo il suo nido.»