A CAVALLO TRA IL 2025 E IL 2026

  • Ecco due collage di foto. Il primo riassume la giornata del 31 dicembre 2025
  • questo secondo invece riassume la camminata di inizio 2026

Auguro a tutti voi un sereno e felice 2026 e a chi ama camminare in natura tante belle escursioni. Camminare lungo un sentiero in compagnia mette tranquillità, porta allegria , fa nascere tante belle amicizie e qualche volta anche l’amore. Camminare è certamente un’attività “rigenerante”, ma è anche e non meno importante un vero e proprio movimento alleato della salute sia fisica che mentale ,

Il vero cammino non cerca gloria sui social, ma piuttosto un cammino vivo che diventa uno stare in natura connettendosi con tutti gli elementi intorno attraverso il quale instaurare una relazione consapevole e duratura.

Non basta andare nel verde ogni tanto per stare meglio. Serve una frequentazione crescente che ci permetta di riprendere confidenza con l’ambiente naturale perchè a causa di questa vita frenetica in ambienti troppo antropizzati ci siamo, (chi più chi meno) “snaturati” (uso appositamente la parola “riprendere”,raffrontando la vita dei nostri nonni alla nostra) Frequentare il più possibile la natura ci riporta piano piano a ritmi più naturali e più in linea con i tempi della natura e di conseguenza a aprire i nostri occhi a sempre una miglior visione d’insieme, in cui salute umana ed equilibrio ecologico si sostengono a vicenda.

LA CANZONE: MA SE GHE PENSO

Questa canzone descrive l’attaccamento dei genovesi alla propria città e contrasta lo stereotipo della loro avarizia riconoscendogli valori più alti di quelli materiali: nel caso del protagonista, a un iniziale desiderio di una condizione migliore (Aveva lottato per risparmiare e farsi la palazzina e il giardinetto), pian piano subentra la nostalgia che lo vince.

Narra la storia di un genovese emigrato in America che ritrovatosi a pensare alla bellezza della sua città, sopraffatto dalla nostalgia, decide di farvi ritorno, contro il volere del figlio.

La composizione del 1925 è attribuita a Mario Cappelli ed è stata eseguita da diversi artisti fra i quali Gino Paoli e Mina. Nel 2007  è stata incisa anche da Antonella Ruggero , che già l’aveva cantata a Genova in occasione della manifestazione canora Just Like a woman del 2004 e infine è stata eseguita anche nel 2011 al Festival di Sanremo dal trio Ranieri, Bizzarri e Kessisoglu.

ecco il testo in genovese.

«O l’êa partîo sénsa ‘na palanca,
l’êa za trent’anni, fòrse anche ciù.
O l’àia lotòu pe métte i dinæ a-a bànca
e poéisene un giórno vegnî in zu.
E fâse a palassinn-a e o giardinétto,
co-o ranpicante, co-a cantinn-a e o vin,
a branda attacâ a-i èrboi, a ûso letto,
pe dâghe ‘na schenâ seja e matìn.
Ma o figgio o ghe dixeiva: “No ghe pensâ
a Zena cöse ti ghe vêu tornâ?!”
Ma se ghe penso alôa mi veddo o mâ,
véddo i mæ mónti e a ciàssa da Nonçiâ,
rivéddo o Righi e me s’astrenze o cheu,
véddo a Lanterna, a Cava, lazù o Meu…
Rivéddo a-a seja Zêna ilûminâ,
véddo la-a Fôxe e sento franze o mâ
e alôa mi pénso ancón de ritornâ
a pösâ e òsse dôve ò mæ madonâ.
O l’êa passòu do ténpo, fòrse tròppo,
o figgio o l’inscisteiva: “Stémmo ben,
dôve t’êu andâ, papà?.. pensiêmo dòppo,
o viâgio, o mâ, t’ê vêgio, no convén!”
“Òh no, òh no! mi me sento ancón in ganba,
son stùffo e no ne pòsso pròpio ciù,
L’è in pö che sento dî: señor, caramba,
mi vêuggio ritornâmene ancón in zû…
Ti t’ê nasciûo e t’æ parlòu spagnòllo,
mi son nasciûo zeneize e… no me mòllo!”
Ma se ghe penso alôa mi véddo o mâ,
véddo i mæ mónti e a ciàssa da Nonçiâ,
rivéddo o Righi e me s’astrenze o cheu,
véddo a Lanterna, a Cava, lazù o Meu…
Rivéddo a-a seja Zêna iluminâ,
véddo la-a Fôxe e sénto franze o mâ
e alôa mi pénso ancón de ritornâ
a pösâ e òsse dôve ò mæ madonâ.
E sénsa tante cöse o l’é partîo
e a Zêna o gh’à formòu tórna o seu nîo.»

e la traduzione in italiano.

«Era partito senza un soldo,
aveva già trent’anni, forse anche più.
Aveva lottato per mettere i soldi in banca
e potersene un giorno tornare ancora giù
e farsi la palazzina e il giardinetto,
con il rampicante, con la cantina e il vino,
la branda attaccata agli alberi a uso letto,
per coricarcisi alla sera e al mattino.
Ma il figlio gli diceva: “Non ci pensare
a Genova perché ci vuoi tornare?!”

Ma se ci penso allora io vedo il mare,
vedo i miei monti e piazza della Nunziata
rivedo il Righi  e mi si stringe il cuore,
vedo  la Lanterna, la cava, laggiù il molo …
Rivedo alla sera Genova illuminata,
vedo là  la Foce e sento frangere il mare
e allora io penso ancora di ritornare
a posare le ossa dove è mia nonna.
Ed era passato del tempo, forse troppo,
il figlio insisteva: “Stiamo bene,
dove vuoi andare, papà?..penseremo dopo;
il viaggio, il mare, sei vecchio, non conviene!”
“Oh no, oh no! mi sento ancora in gamba,
sono stanco e non ne posso proprio più,
sono stufo di sentire: señor, carramba,
io voglio ritornarmene ancora in giù…
Tu sei nato e hai parlato spagnolo,
io sono nato genovese e… non ci mollo!”
Ma se ci penso allora io vedo il mare,
vedo i miei monti e piazza della Nunziata,
rivedo Righi e mi si stringe il cuore,
vedo la Lanterna, la cava, laggiù il molo…
Rivedo la sera Genova illuminata,
vedo là la Foce e sento frangere il mare,
e allora io penso ancora di ritornare
a posare le ossa dove è mia nonna.
E senza tanti indugi è partito
e a Genova ha formato di nuovo il suo nido.»

Scopri il Potere del Forest Bathing

Nelle nostre uscite di benessere in natura e quindi nelle attività che non riguardano il trekking vero e proprio è sempre presente  la pratica giapponese dello Shinrin-yoku (Forest Bathing), termine che vuole esprimere il concetto di immergersi nell’atmosfera della foresta, farne esperienza attraverso tutti e cinque i sensi.

Oggi in questa giornata feriale, che ben si presta perchè le foreste sono molto meno frequentate, abbiamo provato l’esperienza di una connessione con gli elementi naturali circostanti e siamo riusciti ad abbandonare lo stresse, e la stanchezza fisica. Ci siamo ricaricati trovando una nuova energia che ci servirà per affrontare al meglio le giornate più impegnative.

Ecco un piccolo collage dei momenti vissuti insieme.

una giornata di immersione forestale nei boschi vicino a casa per una ricarica di natura e di energia pulita e sana .

Escursione al Saccarello e Frontè: Guida per Tutti

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Grazie all’esperienza del nostro team è stato realizzato il sogno anche dei meno allenati di raggiungere la vetta della Montagna più alta di Liguria aggiungendo inaspettatamente pure la vetta del Frontè

Il tutto anticipato dalla panoramica passeggiata sul mare della Via Julia Augusta tra Albenga e Alassio terminata con un bel bagno ristoratore.

Ecco il collage dell escursione mare e monti del Ponente Ligure.

La Farfalla Dorata di Lerici: Intelligenza Artificiale verso studi accurati, passione e presenza.

Ciao, cosa preferisci tra un testo creato dall’intelligenza artificiale e invece un testo che deriva da informazioni ricercate e verificate con tanta presenza e Passione?

Lascio a voi ogni riflessione, vi metto due articoli diversi qui sotto: il primo creato dall’intelligenza artificiale e il secondo creato tramite informazioni reperite sul posto a seguito dei miei sopralluoghi e escursioni guidate e ricevute dal figlio di Calzolari e da documentazione cartacea.

La Meravigliosa Farfalla Dorata di Lerici

Se visiti Lerici, un incantevole borgo sulla costa ligure, potresti avere la fortuna di incontrare un fenomeno davvero speciale: la comparsa improvvisa di tante farfalle dorate che volteggiano nell’aria. Questa meraviglia naturale è conosciuta come la Farfalla Dorata di Lerici e rappresenta un autentico spettacolo per occhi esperti e curiosi.

Cosa è la Farfalla Dorata?
La Farfalla Dorata (nome scientifico Colias crocea) è un insetto appartenente alla famiglia delle Coliadinae. Si riconosce facilmente per il suo colore brillante, che va dal giallo intenso all’oro, e per le sue ali larghe e sottili. È una farfalla comune in molte parti d’Europa, ma a Lerici si distingue per la grande quantità e il momento in cui appare.

Quando e perché si vede?
Generalmente, questo fenomeno avviene tra fine primavera e inizio estate, quando le temperature sono più calde e il clima è stabile. La Farfalla Dorata si concentra soprattutto nelle zone di macchia mediterranea, vicino alla costa, dove trova le piante di cui si nutre e sui quali depone le uova. La sua presenza può sembrare improvvisa, ma in realtà è legata a particolari condizioni climatiche e ambientali che favoriscono la sua migrazione e proliferazione.

Perché è così speciale?
La vera magia sta nel fatto che durante questo periodo, molte di queste farfalle si raccolgono in grandi gruppi, creando un vero e proprio “fiume dorato” che riempie l’aria di un bagliore splendente. È un fenomeno naturale molto raro e affascinante, che attira fotografi, naturalisti e visitatori desiderosi di ammirare questa meraviglia effimera.

Come rispettare questo spettacolo?
Se decidi di andare a vedere la Farfalla Dorata di Lerici, ricorda di farlo nel rispetto della natura. Non disturbare gli insetti, evita di raccoglierle e cerca di osservare senza disturbare il loro ambiente. La loro presenza è un segno importante della buona salute dell’ecosistema locale.

In conclusione
La Farfalla Dorata di Lerici è un esempio di come la natura possa sorprenderci con i suoi spettacoli più belli e imprevedibili. Se ti trovi in zona tra primavera e estate, tieni gli occhi aperti: potresti essere fortunato e assistere a questo affascinante fenomeno, un vero dono della natura che rende Lerici ancora più speciale.

Monti di San Lorenzo è una località sul monte Caprione, nel comune di Lerici, a pochi chilometri dalla Spezia. Intorno agli anni Novanta il Professor Enrico Calzolari ha scoperto un sito megalitico che ogni anno, da circa ottomila anni, regala il fenomeno della «farfalla dorata».

Storicamente, prima della dominazione romana, la località era stata abitata dai Liguri, ai quali si erano unite in seguito anche alcune tribù celtiche. È un’area che, secondo molti, emana energie particolari: vi sorgono un tempio buddista, i ruderi della chiesa di San Lorenzo, risalente al XII secolo, e un complesso megalitico di epoca preistorica.

Camminando nei sentieri del bosco ad un certo punto si percepisce una particolare sensazioni che anticipa la vista di alcuni blocchi di pietra e si nota che non sono disposti a caso, ma in una posizione tale che, nel periodo del solstizio estivo, gli ultimi raggi del sole, passando attraverso la fessura formata dalle rocce, proiettano l’immagine di una perfetta farfalla di luce su un monolite che si trova di fronte.

Si resta sorpresi e si torna a casa cercando spiegazioni salvo non si abbia avuto la fortuna di incontrare il figlio del Professor, che seguendo la passione del padre e divenuto guida ambientale escursionistica appositamente per poter divulgare quanto scoperto dal padre, abbia iniziato a raccontarti nei mimini dettagli le cose scoperte e tutti i misteri che ancora gi restano da svelare.

Tra storie comprensibili con la mente e le strane forme delle rocce che si trovano anche nei dintorni viene spontaneo pensare all’esistenza di rituali sconosciuti legati al femminile e alla fertilità.

Mentre le persone attendono l’apparire della farfalla tutto è in ombra ma mano a mano che i raggi del Sole entreranno all’interno della losanga proiettaranno, in una pietra fallica che si trova di fronte, l’immagine di una farfalla dorata. Per alcuni il rito simboleggia un “passaggio” metafisico, una “trasmigrazione”, che si verifica proprio al cambio di stagione, in una terra di confine, di cui la farfalla è veicolo e il sito la porta. Se si tratti della transizione delle anime tra il mondo dei vivi e quello dei morti, dunque un culto legato alla fertilità/nascita oppure alla morte, oppure simboleggi una trasmutazione non lo sapremo mai con esattezza.

Nelle immediate vicinanze si possono notare altri resti di monoliti, tracce di muri e i resti di un’esedra, tutte strutture per le quali si esclude una funzione pratica, ma si pensa formassero tutte insieme l’area rituale.

Potrei continuare ancora ma per percepire la passione del Calzolari è bene seguirmi sul posto.

Vi aspetto il 17 giugno per ascoltare i vostri preziosi contributi.

Salute e Foreste: Webinar Gratuito il 7 Aprile

In occasione della Giornata Mondiale della Salute, l’associazione Teffit condurrà un interessante webinar gratuito dal titolo:

il webinar del 7 aorile ha lo scopo di far scoprire il vero valore delle foreste, delle aree verdi urbane e periurbane, e come queste influenzano il nostro benessere.

Esperti come il Prof. Alessandro Bottacci e il Prof. Ugo Corrieri parleranno del valore reale delle Foreste per il pianeta, della relazione tra uomo e foresta, degli effetti sulla nostra salute e di Terapie Forestali e Immersioni in Foresta e molto altro.

Sei curioso di scoprire cosa si nasconde tra gli alberi!

La partecipazione è completamente gratuita previa iscrizione tramite il form che trovate nella pagina web della Teffit .

Panera Days


sabato 5 e domenica 6 aprile, con il mercatino che proseguirà poi fino al 21 aprile, Lunedì dell’Angelo, con 26 operatori di merci varie in arrivo di tutta Italia con i loro prodotti tipici dolci e salati, i manufatti artigianali e di pelletteria. Si ringraziano per la collaborazione il Comune di Genova e Polizia municipale e Genova Parcheggi per il supporto.

Cremeria Buonafede Via Luccoli 12r – Via degli Orefici 59r Genova
Gelateria Balbi via Balbi 165r Genova
Gelateria Bixio Via Nino Bixio 5B/5Cr Genova Carignano
Gelateria Chicco Via Oberdan 120r Genova Nervi
Gelateria Paciuga Via di Santa Zita 38r Genova
Vaniglia Gelateria Artigianale Via XX Settembre, 70r Genova
Ostaia de Baracche Via delle Baracche 2, 16136 Genova

Nelle stesse giornate ci sarà anche il mercatino che proseguirà poi fino al 21 aprile, Lunedì dell’Angelo, con 26 operatori di merci varie in arrivo di tutta Italia con i loro prodotti tipici dolci e salati, i manufatti artigianali e di pelletteria. Dove? In Piazza Matteotti a Genova.

Eventi e Sfilate del Carnevale in Liguria

Carnevale in Liguria: sfilata con carri colorati e decorazioni a tema, persone in costume tra la folla, atmosfera festosa.

Il Carnevale in Liguria ha una lunga e affascinante tradizione, ricca di danze, cortei e celebrazioni che riflettono la cultura e la storia della città. Durante questo periodo festivo, le strade di Genova si animavano con danze come la Rionda e la Moresca, che non solo intrattenevano i partecipanti, ma rappresentavano anche rituali sociali e culturali.

La Rionda, con il suo girotondo attorno ai falò, creava un’atmosfera di comunità e calore, mentre la Moresca, con i suoi inchini e giochi d’arme, evocava un senso di competizione e spettacolo. Le danze tradizionali come le Gighe e il Perigodin, legate al mondo dei pescatori, mostrano l’importanza del mare e della pesca nella vita genovese.

Con il passare dei secoli, il Carnevale in Liguria, si evolve e si sposta dai festeggiamenti popolari ai palazzi nobiliari, riflettendo i cambiamenti sociali e culturali. I Carrossèzzi, introdotti alla fine del Cinquecento, rappresentano una nuova forma di celebrazione, con i cortei che si snodano attraverso le vie principali della città. L’uso di festoni e lanternette crea un’atmosfera magica e festiva, coinvolgendo tanto i nobili quanto il popolo.

L’800 segna un momento di grande vivacità per il Carnevale in Liguria, con eventi come il Festone dei Giustiniani, che attirano molti partecipanti. L’introduzione dei carrettini negli anni ’20 del ‘900 aggiunge un elemento di innovazione e divertimento, con gli studenti universitari che si sfidano in discese adrenaliniche.

In sintesi, il Carnevale in Liguria è una celebrazione ricca di storia e tradizione, che continua a evolversi e a riflettere l’identità della città, unendo passato e presente in un festoso abbraccio.

Carnevale di Savona

E’ conosciuto per l’investitura del Re del Carnevale, la figura di Sua Maestà Cicciolin, maschera tipica della città, tra carri e colori, Insieme ad altre maschere tipiche, il Carnevale di Savona è fatto di sfilate e feste per tutto il periodo del Carnevale.

Le manifestazioni più importanti e conosciute

Carnevale di Diano Marina

Diano Marina nel 1969 si cominciò il carnevale come a Rio de Janeiro: con carri e allegria. E’ nato uno dei Carnevali più longevi e divertenti: pensa che negli anni ’80 gli otto i carri dei vari quartieri si riunivano nel “Capannone dei Sorrisi” per allestire le loro creazioni.. Da allora “i Marmessi”, “i De longu i stessi”, “i Periferici”, i “Perdigiurni”, “Quelli da Sciumaia”, “Goliardi Dianesi”, gli “Amixi de Sanbertumè” e i “Foa de testa” a Carnevale sfilano regalando allegria e coriandoli.

Carnevale di Moneglia

Il Carnevale della zucca racconta leggende, vede sfilare maschere e fa divertire i bambini. Perchè si chiama Carnevale della Zucca? Tutto si rifà ad una disputa sorta in tempi ormai lontani tra due contadini ai quali, proprio sul confine tra i loro due poderi, era germogliata una pianta di zucca, destinata in breve a diventare oggetto di contesa. La lite durò e come andò a finire resta un mistero. Ma la fantasia popolare si è sbizzarrita dando vita a varie versioni popolari, diventate poi un’occasione per fare festa a Carnevale.

Corso Fiorito a Sanremo

l corso è caratterizzato da una competizione tra i vari carri, che vengono valutati per la loro originalità e l’uso dei fiori. Oltre ai carri, ci sono esibizioni di gruppi musicali e danzatori che accompagnano la sfilata, creando un’atmosfera festosa e coinvolgente. Il Corso Fiorito di Sanremo è anche un omaggio alla floricoltura. Qualche mese dopo, a giugno, si tiene la Battaglia dei Fiori di Ventimiglia, una sfilata di carri fioriti che si chiude con il lancio dei fiori. E’ forse uno dei più visitati anche da stranieri di questo Carnevale in Liguria.

Chiavari:

I maestosi veglioni al Cantero
Sessanta, settant’anni fa, evento unico nel suo genere associato al Carnevale di Chiavari, il Veglione. Noto quello al teatro Cantero, bellissimo, maestoso, con maschere e musiche da far invidia, dicono, persino a Venezia. Documenti come le vecchie edizioni della rivista “Carnevaleide”, simbolo della satira cittadina, documento pervaso da battute pungenti e a volte irriverenti, ma caratterizzate da un perenne e incessante amore per Chiavari, o i manifesti che annunciavano il Carnevale cittadino, testimoniano ancora oggi quelle serate, a pochi passi da una piazza Matteotti invasa dai coriandoli e confetti, e dalla grande Pentolaccia, uno dei pochi simboli rimasti oggi di quell’epoca.

MASCHERE DI LIGURIA

Le maschere del Carnevale ligure sono un affascinante riflesso della cultura e delle tradizioni locali. Oltre a Cicciolin e Capitan Spaventa, che incarnano il carattere marittimo e le storie di mare della Liguria, Baciccia e Barudda portano avanti la tradizione del teatro delle marionette, con la loro personalità vivace e le loro avventure comiche.

Baciccia, con il suo abbigliamento caratteristico e il suo spirito allegro, rappresenta il genovese tipico, mentre Barudda, suo amico, aggiunge un tocco di umorismo e follia alla loro dinamica.

O Mego, con il suo clistere, rappresenta un’altra figura archetipica della commedia, portando un elemento di satira sulla medicina e la salute, tipico delle maschere che riflettono la società.

Queste maschere arricchiscono il Carnevale ligure, e sono anche simboli di una tradizione che continua a vivere e a evolversi, mantenendo l’eredità culturale della regione.

I DOLCI DI CARNEVALE

Bugie
Come si può non iniziare da loro? Le bugie, classiche preparatie con uova, farina e burro, rappresentano il dolce per eccellenza di questa festività. Croccanti e friabili, sottili e spolverate con zucchero a velo.

Frittelle di mele del Borgo Coscia
Un dolce tipico del Borgo di Coscia, ad Alassio. È possibile assaporarle ogni anno durante la grande festa del borgo, che celebra la vittoria degli abitanti sui pirati saraceni nel 1500.

Quaresimali
Questi dolci tradizionali della Quaresima hanno origini che risalgono al 1500. Realizzati con ingredienti semplici, principalmente mandorle, zucchero, glassa e mompariglia, e privi di grassi animali, permettevano ai fedeli di gustarli anche durante i giorni di magro.

Castagnole
Questi dolci tipici di Ventimiglia, già noti alla fine del 1700, hanno la forma di castagne e misurano alcuni centimetri. Presentano un gusto speziato e tra gli ingredienti troviamo cacao, caffè e spezie, mentre la glassa è realizzata con zucchero e acqua di fiori d’arancio. Hanno ricevuto la De.Co. dal comune di Ventimiglia.

Sciumette
Si tratta di un dolce leggero, di colore bianco crema, a base di albumi, praticamente delle meringhe molto leggere però cotte nel latte e servite al cucchiaio. Le Sciumette (o schiumette, in genovese) erano così apprezzate da essere consumate durante tutto l’anno, fino a quando il loro uso non è diminuito a favore di dolci più elaborati.

Oggi vi porto alla scoperta del Comune di Borzonasca.

Un Tesoro Nascosto nel Cuore della Liguria!

Borzonasca, un comune affascinante situato nel Parco Regionale dell’Aveto. Spesso trascurato dai turisti che si dirigono verso il più noto Santo Stefano D’Aveto, Borzonasca offre una serie di sorprese che soddisfano sia gli amanti della natura che coloro che desiderano esplorare aspetti culturali ed enogastronomici.

📌 Abbazia di Borzone

Uno dei punti di riferimento più significativi è l’Abbazia di Borzone, dedicata a San Andrea. Fondata dai monaci di San Colombano e ricostruita nel XIII secolo, dal 1910 è considerata monumento nazionale. La sua bellezza e la sua storia sono un richiamo per gli appassionati di arte e architettura.

📌 Il Volto Megalitico

A pochi chilometri dal centro, tra le rocce, si trova il misterioso Volto Megalitico. Questo volto scolpito nella roccia ha suscitato l’interesse di studiosi per anni, senza però giungere a conclusioni definitive sulla sua origine e datazione, che oscilla tra il Neolitico e il Medioevo. Questo manufatto sembra scrutare la vallata del Penna e le antiche vie di comunicazione.

📌Pietra Borghese:

Gli amanti della geologia possono visitare la Pietra Borghese, un monolite che, grazie alla sua imponente massa scura, gioca scherzi alle bussole nelle sue vicinanze.

📌Lago di Giacopiane: Nel periodo autunnale non perdetevi le passeggiate intorno al lago colori caldi delle foglie di faggio si uniscono ai brillanti colori verdi degli abeti e all’azzurro dell’acqua del lago e si resta senza parole quando si ha la fortuna di avvistare i cavalli selvaggi della zona.

📌Centro Storico

Il centro storico di Borzonasca è un vero e proprio scrigno di storia, con i suoi vicoli e piazzette che raccontano di un passato mercantile. Le facciate dipinte “alla genovese” conferiscono al borgo un fascino unico e inconfondibile.

📌Agricasta:

Nel periodo autunnale raccomandabile la manifestazione legata alla cultura della castagna, così importante nel passato delle nostre genti e profondamente radicata nella nostra tradizione. Durante la manifestazione si può partecipare – al teatro dei burattini – all’albero della cuccagna, assistere ai balli e alla musica, alla mostra micologica e perchè no alla passeggiata con gli asinelli. Fra un’attività e l’altra ricordati di ricaricare le batterie con i piatti a base di questo frutto.

📌Raccolta funghi:

Aquistando nei bar della zona l’apposito tesserino è permesso andare alla ricerca dei funghi sotto i faggi o i castagni: finferli, russule virescense i pregiati boletus edulis

📌Formaggio Sarassu:

Nei pascoli gli allevamenti di capre di proprietà di alcune aziende agricole permettono di ricavare formaggi delizioni quali caprino fresco e la ricotta mentre dal latte crudo il primo sale, la formagetta, sarassu e il Caprino di Sopralacroce

📌La Ruetta (dal 1870)

Infine da golosa che sono non posso non consigliarvi una sosta presso la pasticceria Macera: Se prendete il caffè ricordatevi di accompagnarlo insieme a una loroo “Ruetta” spolevarata di candido zucchero a velo.

📌Come Raggiungere Borzonasca

Borzonasca è facilmente raggiungibile non solo in auto, ma anche con gli autobus di linea che partono dalla Riviera, rendendo accessibile questo angolo incantevole dell’entroterra ligure.

Che aspettate? Venite a scoprire le meraviglie di Borzonasca!

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