La notizia più antica e sicura dei falò a Camogli risale al 1885. Sono i quartieri di Pinetto, Rissuolo e forse anche una parte di Lazza, che in quei tempi accendevano i rovi sullo scoglio che si spiana sopra i “Tre fratelli”, sotto l’ultimo palazzo di Lazza. Ed è per questo che ancor oggi quello scoglio, anche se sempre più corroso dal mare, è chiamato “Foù”. Molti anni dopo sorse un altro falò, sempre in Lazza, ma nello slargo dietro alla fontanella, lato mare. Era il più piccolo ma anche il più ricco di tutti, in quanto, oltre alla questa che facevano tutti i ragazzi del quartiere, quelli di Lazza ricevevano alla vigilia ben cinque lire da Baciccin Ferrari (Scarpetta). Con quei soldi si potevano così acquistare dal fuochista di Recco (nel Vecchio Vastato) “fugai in cannetta”, “sicuri serve” (accesi vicino alle gambe delle donne più di una volta bruciavano qualche calza..) ed i “tric-trac”.

Nella frazione di Sant’Anna, sulla Via Romana, i ragazzi, dopo aver ben ripulito i fossati di sterpi e ramagie (come del resto facevamo tutti), accendevano, la vigilia della Santa, un bel mucchio di buschi dentro la “ca rutta” (casa rotta). E questo fino agli anni 20- 30. Poi tutto finì anche a causa delle nuove ville che erano sorte tutt’intorno. Dal 1920 al 1927 si faceva un falò anche nell’area del “Gasometro”; in quell’occasione il Comm. Riccobaldi dava cinque lire ai ragazzi. Da un vecchio pescatore ho anche saputo che verso il 1915 quelli di Fontanella accendevano un falò sugli scogli dell’ “Inferno”.

“Ninte pe u faù de San Fortunato?” Era questa la “canzone” che si recitava per farsi dare qualche dieci o al massimo cinquanta centesimi. Il tutto veniva infilato in una lattina rugginosa trovata in spiaggia, schiacciata sul fondo e con un taglio al coperchio. Ricordo che alle volte aprivamo il fondo dellalattina e ci usciva qualche centesimo per comprare il “sorbetto”. Al pomeriggio poi si andava al fossato con lunghe corde, quindi si attraversava Via Garibaldi portando i rovi e qualche alberello fino al Rivo Giorgio. Gli ambiti di influenza erano rigorosamente separati e i ragazzi di un quartiere non potevano sconfinare, per la questua, oltre la loro zona.. In caso contrario erano botte da orbi..

Verso il 1950 vedovo i falò ormai misti di rovi, vecchie cassapanche e sedie sgangherate dare più fiamma e durare di più ma mi rendevo conto che incominciava una nuova epoca fatta non più solo di “buschi”, ma, grazie al benessere, anche dei primi legni che uscivano dalle case e che una volta, invece, erano conservati gelosamente perché servivano per far fuoco nei fornelli.

Precisazione: scrivo in questo mio sito per gli apassionati di storia ligure che non possono comodamente raggiungere le nostre biblioteche. Il testo infatti è stato scritto da Mino Castrogiovanni e si trova nel libro Camogli Qui, Camogli Là – storia privata di una città (preparazione editoriale Barbara Schiaffino .) il libro è presente e consultabile con tante altre storie di Camogli presso la biblioteca del mare di Riva Trigoso.

Tu chiamale se vuoi…fusioni. interrelazioni, intese !!!

Ecco il breve riassunto di due giornate indimenticabili immersi nella bellissima Val di Nure laddove le province di Parma, Genova e Piacenza si immergono contemporaneamente in un territorio molto naturale grazie ala scarsa antropizzazione e lontananza dai primi centri abitati (#SantoStefanoD’aveto e Ferriere). Le vette del #Montenero, del #MonteRagola, e il #LagoNero testimoniano in maniera evidente l’origine glaciale della vallata. In questa splendida area protetta abbiamo attraversesato prati sommitali, altopiani ofiolitici e floride torbiere per giungere finalmente ad ammirare il lago e le sue #ninfee🌼🌼🌼

Ma quello che voglio soprattutto evidenziare in questo breve testo e con le foto, è il sentimento che ha pervaso ognuno di noi. Questo flusso emotivo, che è stato per alcuni simile e per altri diverso e non può essere facilmente compreso se non vivendolo attimo dopo attimo. Emozioni  infatti che sono qualcosa di profondamente personale. Momenti vissuti in simbiosi con la natura, vere e proprie fusioni , intese,  interrrelazioni e finalmente collaborazioni e cooperazione con la natura . Finalmente,, si dico finalmente e spero questo continui sempre più in avvenire. Perché la natura siamo noi e noi non possiamo sfruttare la natura e di conseguenza sfruttare noi stessi.

Ecco quindi alcune foto “MIMETICHE” . Ecco un vero e proprio Happy Trekking !!!