💕 Fragori di Cascate e Silenzi di Boschi Infuocati

✏️ Isolarsi e immergersi nella natura era quello che desideravamo. Doppietta risultata vincente quella degli ampi spazi aperti sulle cime che si sono contrapposti agli infuocati boschi di larici .

✏️Fantastici protagonisti sorridenti, allegri, collaborativi e soprattutto fiduciosi (nel forest bathing è necessario lasciarsi condurre dalle indicazioni che ti arrivano dal bosco nella sua complessità che ogni istante è diversa )

✏️ E poi il canto dell’acqua, in mille voci e mille toni, che accompagna il suo movimento e ce lo rende presente nel paesaggio anche quando ancora non la vediamo. Già a distanza possiamo percepire il fruscio del ruscello che corre tra le piante, il suo risuonare e gorgogliare interrotto quando saltella tra i balzi e i sassi, il ticchettante gocciolio lungo le rocce, lo scroscio sonoro ed echeggiante della cascata, il coro sommesso del fiume.

✏️ E al calar del sole ci avviciniamo al caldo ed accogliente rifugio e nell’attesa di un altro magnifico momento davanti al fuoco del camino prepariamo una merenda con i frutti del bosco a valle.

✏️ Arrivederci presto per vivere in natura e in noi stessi.

Escursionismo consapevole?

Finito il grande caldo, (sulla costa ligure fino a metà settembre si riusciva a camminare solo nelle ore vicino al tramonto) molti escursionisti sono tornati a percorrere i bellissimi sentieri vista mare. Molti hanno pubblicato le loro foto contenti e fieri di aver passato una bella giornata.

Tantissimi e validi consigli si trovano da esperti del settore sull’attrezzatura necessaria, sull’allenamento che serve a seconda della difficoltà del sentiero, condizioni climatiche convalidate. Anche Wikipedia fornisce un buon chiarimento. Ci sono anche i paragrafri circa il rumore e l’impatto ambientale che l’escursionista provoca in ambiente e sono proprio i paragrafi che molti leggono con disattenzione e su cui o invece vorrei soffermarmi.

Wikipedia scrive:

a) RUMORE L’escursionista seriamente motivato deve avere rispetto dell’ambiente che attraversa, evitare di fare RUMORE , rispettare i sentieri, non manomettere la segnaletica, non lasciare rifiuti (che potranno essere compattati e trasportati fino a un cestino, o meglio ancora in un centro abitato a fondo valle). Non cogliere specie botaniche protette o molestare animali selvatici, accendere fuochi solamente in luogo adatto e con adeguata competenza, spegnerlo accuratamente prima della partenza, non gettare mozziconi di sigaretta o fazzoletti di carta. È tradizione tra gli escursionisti quella di salutarsi quando ci si incontra lungo un sentiero, oltreché, per quanto possibile, di aiutare altri escursionisti in difficoltà

b) Impatto ambientale

L’escursionismo esercita un impatto sull’ambiente naturale in cui viene praticato. L’effetto di massa di un alto numero di escursionisti può portare al degrado e all’impoverimento dell’ambiente, causato da approvvigionamento di legna per il fuoco[1], deiezioni, calpestio del suolo, uso (seppur necessario) di segnavia, inquinamento da rifiuti e inquinamento acustico, raccolta di minerali o fiori.[2] Inoltre, l’accensione di fuochi e i mozziconi di sigaretta sono spesso causa di incendi. Molti escursionisti seguono la filosofia del “Non Lasciare Tracce”, ovvero far sì che ogni futuro escursionista non si accorga del passaggio di precedenti persone. Tale filosofia si compone di regole ben precise rispetto a smaltimento dei rifiuti, imballaggi alimentari e rispetto dell’ambiente.

Spero ardentemente che chi va in natura riesca a regalare all’ambiente ancora più di quello che l’ambiente regala a noi, perchè quando viviamo nell’amore riceviamo amore.

Due PASSI

Oggi i nostri passi erano fondati sull’incontro:

Il primo passo: incontrare il proprio spazio interiore:

Il paesaggio naturale, grazie al suo potenziale benefico a livello fisiologico e psicologico (azione antistress, azione rilassante e rigenerante, miglioramento dell’umore), è stato  lo spazio privilegiato in cui abbiamo potuto esplorare ed incontrare il nostro  “paesaggio interiore”, la nostra  “natura umana”. Abbiamo avuto  l’opportunità di riconnetterci con i diversi aspetti di noi, , degli altri e  della Natura stessa.

Il Respiro degli alberi interconnesso al nostro Respiro.

Cosa abbiamo visto in questo fungo?

Che sensazione hai provato nel vedere le foglie secche sugli alberi e quelle cadute a terra?

Il secondo passo: incontrare un pezzo di storia del nostro paese.

In un momento storico di grande cambiamento, come quello attuale, in cui tutto sembra andare nella direzione della globalizzazione e di conseguenza verso una  “disconnessione” da sé stessi e dalle nostre   tradizioni, credo sia importante entrare dentro un  nostro  laboratorio   artigiano come appunto quello del Damasco. Per provare emozioni e sensazioni che possano essere simili a quelle provate alle nostre origini o comunque nel passato. .

È grazie alla memoria che può quindi esistere la stessa tradizione e di conseguenza tanta varietà di cibi, costumi, danze e altri elementi che rendono il mondo interessante..

Nella tradizione c’è una memoria sedimentata che solo la tradizione stessa può tenere “viva”.

𝐃𝐚𝐦𝐚𝐬𝐜𝐨 in #seta, deriva il suo nome dall’omonima città della Siria ed è un tessuto con disegni floreali ad effetto di lucido-opaco, realizzato con filati del medesimo colore utilizzando telai Jacquard.

A Lorsica (Chiavari, GE) ancora oggi la tessitura De Martini, nel solco dell’antica tradizione dei velluti e tessuti serici genovesi, continua a realizzare damaschi come 500 anni fa e racconta la storia di questa antica attività nel museo

A presto.

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Forest Bathing inside foliage

Non vorrei usare l’inglese ma in questo caso leggere il titolo in inglese suona meglio all’udito e crea una emozione.

Ad ogni modo scrivo qui sotto la traduzione del significato che ho percepito io durante questa immersione nell’incontaminata foresta del Liciorno (ripeto la mia è solo la traduzione del mio sentire e non quella ufficiale della traduzione di Forest Bathing.

Eccola; Bagni forestali nella magia della caduta delle foglie in autunno.

Fatta questa premessa prima di postare alcune foto: scrivo il riassunto di quanto emerso da tutti noi :

💚Siamo tornati per qualche ora dentro la Natura, connettendoci profondamente con essa, Camminando lentamente nel suo tappeto di morbide foglie ci siamo sentiti sua parte integrante. Piano piano riscopriamo il nostro vero essere.

… la faggeta, vestita di colori vivaci, ha accolto i nostri respiri, alleggerito i nostri passi e i nostri cuori.

Fuori dai rumori e frastuoni che assorbiamo tutti i giorni ci è stato possibile ascoltare i suoi silenzi e in alcuni di noi si sono ridestati alcuni dei nostri sensi grazie ai suoi delicati profumi di muschio e di foglie, al calore della sua tenue luce, la melodia dell’acqua del suo ruscello

GRAZIE INFINITE DI CUORE a tutti voi 🙏

 

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IO SONO ACQUA

Anni fa, durante una ferrata in questo splendido orrido in Val di Susa, il mio corpo sprizzava gioia da tutti i pori come l’acqua spruzzava sul mio viso le sue gocce fresche e pure. Ero felice. Fin da bambina sono sempre stata felice in natura. Se aiutiamo la natura, aiutiamo noi stessi.

A scuola tutti abbiamo studiato l’acqua, la sua sigla in chimica, la sua forma liquida e solida, l’importanza dell’acqua nella vita degli esseri viventi, il ciclo dell’acqua, che il nostro corpo è composto da oltre il 70% di acqua ecc.

Eppure sembra proprio che diamo troppa poco importanza a questa fonte che a molte persone pare inesauribile.

Ecco un video della campagna NATURE IS SPEAKING (la natura sta parlando) voluta dall’associazione Conservation Iternational che mira a rendere consapevoli le persone sull’importanza dell’acqua nell’attuale periodo storico. L’attrice Penelope Cruz si cala nelle vesti della componente ambientale ACQUA per veicolare un messaggio semplice, ma allo stesso tempo provocatorio:  La natura non ha bisogno delle persone. Le persone hanno bisogno della natura”

Dal mio punto di vista è necessario capire che  natura e uomo sono imprescindibilmente legati, anche se quest’ultimo rappresenta l’anello debole delle parti perché per sopravvivere ha bisogno della natura.

( da Wikipedia: L’Unione internazionale per la conservazione della natura, , è una organizzazione non governativa (ONG) internazionale con sede a Gland in Svizzera. Il 17 dicembre 1999 le è stato riconosciuto lo status di osservatore dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.Considerata come «la più autorevole istituzione scientifica internazionale che si occupa di conservazione della natura» è stata fondata nel 1948 nella cittadina francese di Fontainebleau , con la finalità di supportare la comunità internazionale in materia ambientale svolgendo un ruolo di coordinamento e di scambio di informazioni fra le organizzazioni membri in un’epoca in cui tale settore era ancora in fase di sviluppo e la maggior parte dei paesi del mondo non possedeva ancora dei processi di confronto istituzionale per la tutela ambientale.L’unico italiano che ha partecipato alla sua costituzione, in qualità di presidente del Movimento Italiano per la Protezione della Natura (Mipn, dal 1959 Pro Natura), è stato Renzo Videsott, al tempo direttore del Parco nazionale del Gran Paradiso.)

Buona visione.!

Caterina

Io sono l’Acqua. Per l’uomo io sono semplicemente là e qualcosa che loro prendono per marcare, ma c’è più di un’anima in me e sempre di più ogni singolo giorno. Io comincio a scendere dalle montagne, galleggio sui corsi dei fiumi e poi mi butto nell’oceano: poi il ciclo ricomincia di nuovo. E ci sono voluti 10 mila anni per portarmi allo stato in cui sono adesso, ma per gli uomini sono soltanto acqua e sono solo là. Dove mi troveranno gli uomini quando saranno a miliardi sulla Terra? Dove troveranno loro stessi? Loro cominceranno delle guerre per me come per ogni altra cosa? Questa è sempre un’opzione ma non è l’unica opzione. La Natura non ha bisogno delle persone. Le persone hanno bisogno della Natura.