Escursionismo consapevole?

Finito il grande caldo, (sulla costa ligure fino a metà settembre si riusciva a camminare solo nelle ore vicino al tramonto) molti escursionisti sono tornati a percorrere i bellissimi sentieri vista mare. Molti hanno pubblicato le loro foto contenti e fieri di aver passato una bella giornata.

Tantissimi e validi consigli si trovano da esperti del settore sull’attrezzatura necessaria, sull’allenamento che serve a seconda della difficoltà del sentiero, condizioni climatiche convalidate. Anche Wikipedia fornisce un buon chiarimento. Ci sono anche i paragrafri circa il rumore e l’impatto ambientale che l’escursionista provoca in ambiente e sono proprio i paragrafi che molti leggono con disattenzione e su cui o invece vorrei soffermarmi.

Wikipedia scrive:

a) RUMORE L’escursionista seriamente motivato deve avere rispetto dell’ambiente che attraversa, evitare di fare RUMORE , rispettare i sentieri, non manomettere la segnaletica, non lasciare rifiuti (che potranno essere compattati e trasportati fino a un cestino, o meglio ancora in un centro abitato a fondo valle). Non cogliere specie botaniche protette o molestare animali selvatici, accendere fuochi solamente in luogo adatto e con adeguata competenza, spegnerlo accuratamente prima della partenza, non gettare mozziconi di sigaretta o fazzoletti di carta. È tradizione tra gli escursionisti quella di salutarsi quando ci si incontra lungo un sentiero, oltreché, per quanto possibile, di aiutare altri escursionisti in difficoltà

b) Impatto ambientale

L’escursionismo esercita un impatto sull’ambiente naturale in cui viene praticato. L’effetto di massa di un alto numero di escursionisti può portare al degrado e all’impoverimento dell’ambiente, causato da approvvigionamento di legna per il fuoco[1], deiezioni, calpestio del suolo, uso (seppur necessario) di segnavia, inquinamento da rifiuti e inquinamento acustico, raccolta di minerali o fiori.[2] Inoltre, l’accensione di fuochi e i mozziconi di sigaretta sono spesso causa di incendi. Molti escursionisti seguono la filosofia del “Non Lasciare Tracce”, ovvero far sì che ogni futuro escursionista non si accorga del passaggio di precedenti persone. Tale filosofia si compone di regole ben precise rispetto a smaltimento dei rifiuti, imballaggi alimentari e rispetto dell’ambiente.

Spero ardentemente che chi va in natura riesca a regalare all’ambiente ancora più di quello che l’ambiente regala a noi, perchè quando viviamo nell’amore riceviamo amore.

Lo yogurt colato della Val D’Aveto

Tutte le volte che salgo il valle mi fermo al caseificio a prendermi una bella coppetta di gelato preparato con yogurt colato e nonostante sia golosissima di cioccolato finisco sempre per farmelo guarnire con i la mousse di lamponi o mirtilli della Val D’Aveto!!!

Ma oggi finalmente, vista la grande richiesta, questa specialità si può trovare anche nelle migliori gelaterie del #levanteligure e del #tigullio.

La scelta della guarnitura nel caseificio è notevole (alla frutta lo puoi avere con frutti di bosco, i mirtilli, i lamponi, le albicocche o le ciliegie oppure se sei amante delle creme ci sono quelle alla nocciola, al cioccolato o al pistacchio ma se lo ami pure allora devi scegliere il bianco

Ora però veniamo a scoprire le caratteristiche di questo prodotto unico nella provincia di Genova.

a) Raccolta del latte crudo intero delle valli del parco.

la prima fase prevede la selezione della materia prima: il latte. Questo viene volutamente lasciato intero, tal quale come munto, e viene raccolto solo dalle stalle delle valli del parco. In questo modo si promuove l’allevamento sostenibile che rispetta determinati parametri ambientali e di benessere animale.

b) pastorizzazione del latte intero

il latte intero viene successivamente sottoposto a pastorizzazione, procedimento che consiste nel portare rapidamente la sostanza ad alte temperature, in modo da distruggere tutti i microrganismi patogeni presenti nell’alimento e da mantenere pressoché inalterato le qualità del prodotto originale,

c) raffreddamento del latte a bagnomaria

questa fase prevede il raffreddamento a bagnomaria, in modo da sfavorire la proliferazione dei microorganismi rimanenti. Questo passaggio è fondamentale: racchiude la tradizione d la conoscenza della materia prima e custodisce il piccolo segreto del caseificio.

d) aggiunta dei fermenti e il riposo

una volta raffreddato, il latte viene inoculato con i fermenti lattici e lasciato riposare per circa 5 ore. l’aggiunta di questi particolari ceppi microbici determinano profondi cambiamenti nella composizione chimica, fisica e nutrizionale del latte: ne modifica il gusto e le caratteristiche, trasformandolo dallo stato liquido al classico aspetto denso dello yogurt.

e) la colatura.

Dopo la fase di fermentazione, lo yogurt, viene estratto e sottoposto al processo di colatura: adagiato su letti di sgrondo inclinati, viene lasciato colare molto lentamente per molte ore, circa 15/16 a freddo ad una temperatura di 4° per permettergli di perdere circa la metà del siero acquoso e di acquisire la sua consistenza densa e cremosa.

f)) il confezionamento

una volta pronto, lo yogurt viene confezionato senza l’aggiunta di alcun additivo chimico, conservante, pana, zucchero o addensante, nei vasetti trasparenti che mostrano la sua bianca cremosità con sopra adagiate la frutta o le creme. La chiusura ermetica con capsula di alluminio e ulteriore tappo salva aroma mantiene intatta la sua fragranza degli ingredienti, il tutto a temperatura controllata.

Tornando dalla bella avventura al lago con il gruppo mi sono fermata al caseificio e abbiamo trovato la novità di quest’anno: l’international Taste Institute di Bruxelles, ente mondiale nella valutazione e nella certificazione di alimenti, ha premiato con il punteggio massimo delle tre stelle d’oro lo yogurt colato nelle varianti pistacchio, Bianco, Arancia e Zenzero, e con due stelle la variante mirtillo nero.

#escursionilevanteligure, #guidambientaleescursionistica, #caterinacogorno, #ligurianonsolomare, ti porta non solo a camminare nei luoghi più meravigliosi della Liguria ma a scoprire le sue tradizioni culturali, enogastronomiche, folcloristiche.

Vi aspetto per la prossima avventura.