Via dell’Amore, la storia.

La via dell’Amore, Via de l’Amìu in lingua ligure, è una strada pedonale a picco sul mare che congiunge i borghi di Riomaggiore e Manarola, nelle Cinque Terre. Il sentiero è inserito nel Parco nazionale delle Cinque Terre ed è parte integrante di un’area dichiarata dall’UNESCO patrimonio mondiale dell’umanità

1874 una data di grandissima importanza non solo per gli abitanti di Riomaggiore ma di tutte le cinque Terre i borghi non sarebbero più stati isolati non sarebbero più state necessarie e infinite ed estenuanti camminate lungo i sentieri e i viaggi sulle piccole imbarcazioni si iniziò a costruire in quell’anno la rete ferroviaria La Spezia a Genova.

Ma è il 1920 l’anno che segna la nascita di Via dell’Amore. Il primo tratto della Via dell’Amore fu costruito nel 1920 dai minatori dell’impresa Tameo che aveva l’appalto per l’ampliamento della galleria che collega la stazione di Riomaggiore e quella di Manarola. Era un breve sentiero a picco sul mare tra la stazione di Manarola e la polveriera, luogo volto alla conservazione della dinamite che i dirigenti della ditta avevano posto dei dirupi del Vaolongo per maggiore sicurezza. Quando i lavori terminarono il sentiero fu abbandonato, come la casetta polveriera. Ma nel 1928 venne a Riomaggiore l’impresa che doveva bucare la “Biassa” verso Spezia: ci voleva un altro luogo sicuro per la polveriera. I tecnici chiesero consiglio a Vittorio Benvenuto che abitava lì e che indicò i dirupi della banca verso Manarola, dando libero passo in un suo terreno. I dirupi della Banca ebbero la polveriera e il sentiero per raggiungerla.

Conclusi i lavori la popolazione cominciò a pensare che i tratti delle due polveriere avrebbero potuto essere prolungati fino a congiungersi sullo spazio che le ferrovie avevano costruito sotto i gruppi della galleria Batternara e si diffuse così l’idea di unire due paesi: Manarola e Riomaggiore. Fino ad allora infatti l’unica forma di collegamento tra i due borghi era stato il lungo e faticoso sentiero che attraversava la Valle del Rio Finale e valicava la Costa di Corniolo al punto che i contatti tra le due comunità erano quasi inesistenti, come ben testimonia il fatto che vi si parlano due dialetti diversi della lingua Ligure. Negli anni trenta quindi grazie all’Opera di volontari e alla generosità dei cittadini, che consentirono il passaggio nella loro proprietà, vennero collegati i due sentieri; 800 metri di una passeggiata romantica a 25-30 metri sul mare che venne ribattezzata strada Nuova fino a che non fu proprio un giovane innamorato ad incidere su un sasso il nome per cui la conosciamo oggi, Via dell’Amore. A partire dagli anni settanta diventa una passeggiata turistica meta irrinunciabile dei visitatori delle Cinque Terre. Il percorso interamente scavato nella roccia è esposta al pericolo di frane dovute al periodico cedimento del versanti

A causa di una nuova frana venuta nel settembre 2012 la Via dell’Amore, inserita dal ministro per i beni e le attività culturali per il turismo Dario Franceschini nei beni nazionali di interesse culturale, è stata chiusa per 12 anni. Sono stati anni in cui si sono avviati studi progetti ricerca di finanziamento per poter restituire oggi il sentiero in piena sicurezza

Oggi attraverso la carta dei sentieri del parco è accessibile tutti i giorni dell’anno salvo condizioni meteo di allerta. Ecco una foto che fa capire che la posizione è rimasta tale e quale a quella di un tempo e che è stata scattata in un posto nostalgico e che lascia la curiosità e vi lascia l’emozione sospesa finchè non ci siete sopra